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Nata a Trieste la guida sentimentale di Orvieto

Un libro che rende Orvieto un luogo dell’anima anche per un viaggiatore frettoloso e stressato

di Walter Chiereghin

 

Nell’editoria è come nella vita: talvolta si dà corpo a un ossimoro, in altri casi succede che un’iniziativa nasce dove meno te l’aspetti, e tuttavia poi ti accorgi che non sarebbe stato possibile altrimenti, e che il luogo “sbagliato” risulta in effetti l’unico possibile, magari per ragioni del tutto inopinate e comunque diverse da quelle che per prime classificheresti tra le più plausibili, tipo la vicinanza, oppure l’omogeneità culturale, l’affinità urbanistica, le similitudini architettoniche.

Capita così che una sorta di gemellaggio culturale leghi oggi Trieste a Orvieto, grazie a una Guida sentimentale di Orvieto, filiazione di un analogo titolo riguardante il capoluogo giuliano, ma soprattutto concretatasi grazie all’amicizia tra le due curatrici, rispettivamente l’orvietana (acquisita) Laura Ricci e triestina (altrettanto acquisita) Gabriella Musetti, che ha facilitato e anzi sollecitato la realizzazione del volume, edito da Vita Activa, riguardante la cittadina umbra, opera collettanea di un gruppo di oltre venti contributori, in larghissima prevalenza donne, che per un anno intero si sono confrontate in un laboratorio di scrittura tenutosi presso l’Unitre di Orvieto.

Per un turista anche frettoloso, Orvieto, appostata sulla sua rupe tufacea, rimane una meta imprescindibile nell’Umbria, anche se assai spesso la visita si riduce al suo principale monumento, il Duomo che sia per la facciata che per la mole che per gli affreschi di Luca Signorelli colloca da solo la città che è cresciuta ai suoi piedi nel novero delle capitali internazionali dell’arte...continua

A Ponti letterari di Aurisina "Lettere da Salonicco"

 

Lunedì 6 maggio 2019 alle ore 18:15

appuntamento con i Ponti letterari di Aurisina,
all'Agriturismo Juna - Aurisina Centro 97/c 


Silvia Bon e Cecila Radnich
presentano


Lettere da Salonicco

 

Su "Il Piccolo" la presentazione di "Lady Ludlow" al Caffè degli Specchi

Elizabeth Gaskell

nella rivoluzione industriale

al fianco delle donne

 

 

Scrive Paolo Marcolin:

Una donna anziana, costretta all'immobilità in una stanza chiusa, passa il tempo nel solo modo possibile nella sua condizione: racconta. E la materia della sua oralità affonda nel passato, quando aveva conosciuto la Lady Ludlow che dà il titolo al romanzo di Elizabeth Gaskell (Vita Activa, pagg. 213, 12 euro), che sarà presentato mercoledì, alle 18, al Caffè degli Specchi, da Helen Brunner assieme alla traduttrice Manuela Centazzo e da Marisa Sestito nell'ambito della rassegna "Donne agli Specchi". È un narrare senza capo né coda, non ha un inizio, una parte centrale o una fine, lo dice chiaramente la stessa narratrice, ma se quando il romanzo venne pubblicato la prima volta, nel 1859, questo impianto narrativo sperimentale poteva spiazzare i lettori, trova invece adeguata collocazione nel tempo presente, sorretto dal talento, dalla perizia e dal gusto della scrittura della Gaskell, come annota Marisa Sestito nell'introduzione al volume. La modernità della Gaskell sta nei temi ricorrenti delle sue opere, e presenti anche in 'Lady Ludlow', vale a dire l'attenzione per il mondo delle donne - la 'questione femminile' - quale emerge anche in 'Ruth', scritto in difesa della parità sociale e sessuale della donna, e l'eco dei problemi sociali del tempo, come il conflitto tra capitale e lavoro, che la Gaskell affronta con partecipazione. Nata a Londra nel 1810, la Gaskell visse nel pieno del travolgente cambiamento indotto dalla Rivoluzione Industriale: «Noi viaggiavamo in carrozze da sei posti e impiegavamo due giorni per un tragitto che adesso si percorre in un paio d'ore sfrecciando e sibilando, con striduli fischi assordanti», dice l'anziana narratrice nelle prime righe di 'Lady Ludlow'. A Manchester, «la brutta fumosa, cara, nobilmente laboriosa Manchester», chiamata ciminiera del mondo per le sue interminabili file di camini fumanti, imponente corollario a 1.600 stabilimenti tessili, la Gaskell ambientò il suo primo romanzo, 'Mary Barton', in cui rappresentava la working class legata al tristemente noto trittico di salari bassi, alloggi fatiscenti e sovrappopolati e pessima dieta, che ghermiva una larga fetta delle classi subalterne e ne limitava la speranza di vita. Un libro-denuncia che fu bandito da diverse librerie e biblioteche, ma si meritò la stima di Charles Dickens, che offrì alla Gaskell le pagine della sua rivista 'Household Words', un foglio battagliero che si occupava delle questioni sociali del tempo, per la pubblicazione di 'Lady Ludlow'. --

Su "Il Piccolo" : Esce per Vita Activa "Io e Agnese"

 

 

Esce per Vita Activa "Io e Agnese" che oggi sarà illustrato dall'autrice agli Specchi

Scrive Giulia Basso: Sono tantissime le storie che si nascondono tra le mura di un carcere e rimangono silenti, perché nessuno si fa carico di raccontarle al mondo esterno, come se quelle sbarre fossero un confine mentale, oltre che fisico. Si muove in controtendenza l'opera di Monica Sarsini, scrittrice e artista visiva fiorentina che ormai da anni tiene corsi di scrittura nella sezione femminile del carcere di Sollicciano (Firenze). Da quest'esperienza sono già scaturiti due volumi antologici - "Alice nel paese delle domandine" del 2011 e "Alice, la guardia e l'asino bianco" del 2013 - e una terza pubblicazione, appena uscita per la casa editrice Vita Activa, sarà presentata dall'autrice oggi alle 18, al Caffè degli Specchi. S'intitola "Io e Agnese" ed è molto diversa dai precedenti volumi: si tratta stavolta di una narrazione in cui l'esperienza di docente di scrittura creativa all'interno del carcere vissuta dall'autrice, che costituisce la spina dorsale del libro, è continuamente interrotta e amplificata da altre storie autobiografiche e dai racconti delle donne che ha incontrato tra quelle mura. "Il contatto con donne che hanno alle spalle vite sciupate e drammatiche ha rotto in qualche modo il meccanismo di una scrittura monologante legata al proprio vissuto - scrive Ernestina Pellegrini nella postfazione al libro -, per spostarla in un'ottica di rispecchiamento e di oggettivazione che crea trama, intreccio, se non altro in quelle zone in cui Daniela, Alessia, Laura, Katia, Susanna, Giada, le trans senza nome, le arabe, le rom irrompono sulle pagine con le loro storie di violenza, droga, abbandoni e fughe». Per Pellegrini questo libro è un esperimento di scrittura che, con una prosa fortemente sensuale in cui è il corpo a parlare, ruota intorno alla cosiddetta "poetica del trauma". --

Artemisia allo specchio ai lunedì di Juna

Da "Il Piccolo" di lunedì 4 marzo 2019

 

Riparte, all'Agriturismo Juna (Aurisina Centro 97/c), l'appuntamento con i Ponti letterari di Aurisina. I lunedì da Juna con Vita Activa".

Oggi, alle 18, presentazione del libro di Angèle Paoli "Artemisia allo specchio. Breve storia delle mie vite", della casa editrice Vita Activa.

Con Gabriella Musetti, Paolo Cervi Kervischer e Cecilia Randich.