
In un’Italia di confine, crocevia di lingue e identità, la rivista Femmina
(1923–1925) si afferma come spazio discorsivo dirompente, capace di dare voce a
soggettività escluse dalla narrazione ufficiale. Diretta da Ave Giorgianni e Ada
Sestan, Femmina diventa laboratorio di scrittura e luogo di resistenza, dove le
donne non solo scrivono, ma ridefiniscono il senso stesso dell’agire pubblico.
Attraverso scelte linguistiche provocatorie, strategie editoriali audaci e una visione
culturale transnazionale, il periodico promuove una contronarrazione che
decostruisce stereotipi e modelli normativi. Questo volume ricostruisce la
genealogia di un sapere marginale ma potente, restituendo centralità a esperienze intellettuali che
hanno anticipato istanze teoriche del pensiero contemporaneo. Un’indagine storica e critica che
invita a ripensare il ruolo delle donne nella costruzione della modernità, tra corpo, parola e
memoria.
| Titolo: | Voci di donne: la rivista Femmina nella Trieste degli anni Venti |
| Autrice: | Barbara Vinciguerra |
| Anno di pubblicazione: | 2025 |
| Pagine: | 352 |
| Prezzo: | € 19,00 |
| ISBN | 9788899951439 |


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