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Slovenka al BID19 in Porto Vecchio

Slovenka è stata presentato Sabato 25 maggio 2019

alla  Biennale internazionale d’arte femminile al Magazzino 26 in porto vecchio

 

 

 

 

Marta Verginella, Silva Bon e Natka Badurina supportate dalle letture estemporanee di Luisa Cividin e Giuliana Pregellio presentano il libro SLOVENKA!
La rivista Slovenka, in italiano La Slovena, uscì a Trieste tra il 1897 e il 1902 e fu il primo giornale femminile sloveno e il primo giornale triestino scritto da donne per altre donne, sebbene tra i collaboratori e i lettori vi fossero anche uomini sostenitori dell’emancipazione femminile. Le redattrici e le collaboratrici erano convinte dell’importanza del contributo femminile al progresso della società. La prima direttrice editoriale fu una giovane triestina, Marica Nadlišek, maestra, pubblicista, scrittrice e traduttrice. Maestre, scrittrici e poetesse furono le sue collaboratrici che reclamavano il diritto all’istruzione superiore e universitaria, la facoltà di raccontarsi e di esprimere pubblicamente la propria visione del mondo. L’ambiente sloveno triestino di fine Ottocento era in sintonia con i circuiti panslavi e cosmopoliti, favorevoli all’emancipazione femminile, le loro rivendicazioni trovarono sostegno tra la giovane intellighenzia slovena progressista, e tra i liberali e i socialdemocratici di Lubiana e Maribor, di Vienna e Praga

 

Slovenka presentato alla libreria Minerva

Venerdì 21 giugno, alle ore 18.00,

alla Libreria Minerva, via San Nicolò 20. Trieste
Presentazione del libro


Slovenka


Il primo giornale femminile sloveno (Trieste, 1897-1902)
(Vita Adira, 2019)


Dialogheranno con la curatrice Marta Verginella (Università di Lubiana)

• Lisa Corva, giornalista
• Tullia Catalan, storica (Università di Trieste)
• Tatjana Rojc, senatrice e storica letteraria

 

"Pomeriggio Gaskell" Alla Biennale Internazionale Donna, Porto Vecchio,

 

Libri di donne e non solo


Alla Biennale Internazionale Donna Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste

 sabato 18 maggio 2019 - ore 17.30


"Pomeriggio Gaskell"


A cura di Helen Brunner, Manuela Centazzo e Marisa Sestito
Un pomeriggio dedicato a Elizabeth Gaskell, la scrittrice inglese vissuta negli anni della rivoluzione industriale che ha messo al centro della sua scrittura il mondo delle donne e delle questioni sociali
Presentazione dei libri "Lady Ludlow" (Vita Activa) e "Nord e Sud" (Jo March) Letture a cura di Luisa Cividin e Giuliana Pregelli

 

"Trieste una frontiera letteraria" al caffè degli Specchi

Silva Bon e Roberto Dedenaro, dopo l'anteprima di Londra avvenuta al 10 maggio scorso, 

presentano a Trieste per la prima volta il libro di Katia Pizzi. 


Trieste una frontiera letteraria 

al Caffè degli Specchi 

Mercoledì 22 maggio  

alle ore 18 

 


La presentazione sarà accompagnata dalle letture di Luisa Cividin e Giuliana Pregellio.
Un saggio introduttivo e la scelta antologica di brani di autori e autrici della letteratura triestina dal primo Novecento alla contemporaneità, il lavoro di Katia Pizzi traccia un'immagine non canonica di Trieste come città cosmopolita e poliglotta

 

 

La prima di "Io e Agnese"

La prima di Io e Agnese

10 aprile, Caffè degli Specchi

racconta Carmen Gasparotto.

 

Arriva in ritardo Monica Sarsini e capisci che non è per una dimenticanza, per una disattenzione. Per lei scrittrice-artista che fa fatica a stare dentro una grande confusione di tegole, di antenne (…) di voci raccolte il vento fuori, l'odore della pioggia, la pietra bagnata a specchio della Piazza, si sono fatti richiami irresistibili. Saluta e abbraccia molti degli amici e delle amiche - si rifugia negli abbracci - e il suo accento toscano si rivela subito come marchio identitario.

La presentazione ci accompagna dentro al libro come all'interno di una mostra pittorica: le storie delle detenute, la storia di Agnese, la storia della narratrice. Si sottolinea l'importanza che in questo libro hanno la scrittura, lo stile e la prosa fortemente sensuale. L'autrice, durante il dialogo, restituisce testimonianza della vita detentiva delle donne che, all'interno del carcere di Sollicciano come nelle altre sezioni detentive femminili, pagano in termini di attenzione la loro residualità numerica. Io e Agnese è un libro fatto di tante cose. Ernestina Pellerini, nel saggio che fa da postfazione al libro, definisce la scrittura di Monica Sarsini una “poetica del trauma”, come se il trauma rappresentasse una sorta di codice di base del linguaggio artistico e, forse, un codice di vita.